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27 GENNAIO GIORNATA DELLA MEMORIA 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola P   
Venerdì 27 Gennaio 2012 10:59
La "Giornata della Memoria" è stata istituita dal Parlamento Italiano nel 2000 per
ricordare le vittime delle persecuzioni fasciste e naziste agli ebrei, agli oppositori politici,
ai gruppi etnici, religiosi e anche omosessuali dichiarati da Hitler indegni di vivere.
Non dobbiamo dimenticare le malvagità messe in atto da coloro che si definirono “la razza
superiore”. Gli omosessuali, tra i primi a essere internati nei campi di concentramento furono
costretti ad indossare un bracciale giallo con una "A" al centro ("Arschficker", sodomita).
Successivamente venne adottato un triangolo rosa cucito all'altezza del petto per gli
uomini omosessuali, mentre per le donne omossessuali internate di cui si ha notizia, venne
invece applicato un triangolo nero, quello degli “asociali”.

Per ricordare tutte le vittime uccise durante il periodo nazifascista, nella mattinata di
questa Domenica 29, sarà posta, alle porte del più antico cimitero ebraico di Rovigo – in
via Mure Soccorso – (vicino alla Chiesa di Santa Maria del Soccorso, detta "la Rotonda" )
una corona commemorativa che riproduce il celebre triangolo rosa.

L´iniziativa dell'associazione di Arcigay Politropia di Rovigo ha come obiettivo, oltre che
al ricordo delle barbarie avvenute in passato, anche quello di voler levare un grido di
attenzione alle continue violenze che in questo presente ancora sono molto diffuse, sia nel
nostro paese che a pochi chilometri di distanza da noi, dove le persone LGBT subiscono
ancora forti discriminazioni e vengono perseguitate e punite con pene gravi quali la morte.
Paesi in cui ancora oggi le persone non sono libere di essere se stesse. Ci sentiamo in
dovere di svegliare gli animi della gente e dei mezzi di comunicazione che in questo
periodo sono “narcotizzati” da problemi di economia dimenticando tutto il resto.

Sono molti i Paesi che puniscono, torturano e perseguitano le persone omosessuali,
praticando un razzismo di stato che, oggi come allora, si alimenta con l’indifferenza
dell'opinione pubblica mondiale.

Politropia Arcigay di Rovigo
 
La piena cittadinanza passa anche dalla memoria PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola P   
Venerdì 27 Gennaio 2012 08:42

da www.arcigay.it

di Marco Reglia, Responsabile Arcigay per la memoria storica delle discriminazioni contro le persone omosessuali 

Giorno della Memoria del 27 gennaio per ricordare quel 27 gennaio 1945 in cui i cancelli di Auschwitz furono aperti dalle truppe sovietiche; Giorno dell’orgoglio dell’essere diversi del 28 giugno per ricordare quel 28 giugno 1969 in cui per la prima volta i “diversi” reagirono per ribellarsi alle discriminazioni e ai soprusi che dopo il primo 27 gennaio continuarono seppur con modalità meno cruente.

Per le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali il 27 gennaio non rappresenta la conclusione del calvario; semmai un tassello di una memoria drammatica ancora da ricostruire con le memorie dei sopravvissuti LGBT, con le memorie delle altre diversità represse e discriminate, ebrei in primis ma anche zingari e geova, altri cristiani che rifiutarono le ideologie totalitarie, persone di nazionalità “inferiore” come gli “slavi” delle ex provincie orientali d’Italia e tutti coloro che politicamente si opposero alle ideologie del novecento.

Oggi chi visita l’unico campo di sterminio con forno crematorio in Italia, la Risiera di San Sabba a Trieste, ha modo di passare in rassegna a diverse lapidi che ricordano tante diversità discriminate. Il fondo nero che incornicia il triangolo rosa fa da specchio per il visitatore che si soffermi innanzi, attualizzando simbolicamente i drammi di ieri.

Non fermiamoci però solo davanti alla lapide che più ci rappresenta: è l’insieme dei triangoli colorati a rappresentare il dramma collettivo di una società che rifiutò la diversità come componente essenziale dell’umanità portando se stessa sull’orlo dell’autodistruzione.

Gli sforzi per includere anche i triangoli rosa nelle celebrazioni ufficiali raccontano di situazioni paradossali come quella di Verona in cui, dopo quattro anni di rifiuti le associazioni della città furono obbligate a far confezionare un labaro con il triangolo rosa; era il 2001 e ad essa seguirono altre battaglie in diverse città italiane portando ormai le associazioni LGBT ad essere sempre più ufficialmente presenti nelle ricorrenze.

Il cammino per l’inclusione piena delle diversità nella Cittadinanza passa anche attraverso la riflessione sulle memorie e sulla loro condivisione con tutta la collettività. Le memorie sono il frutto della raccolta delle fonti storiche del passato. Mentre le comunità ebraiche iniziarono la ricostruzione del dramma della Shoah quasi subito dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, le comunità LGBT hanno dovuto aspettare che passasse la loro ulteriore apertura dei cancelli, quella del 28 giugno 1969.

Il tempo è tiranno, anche per coloro che raccolgono memorie; con l’inizio del XXI secolo sono apparse in stampa diverse pubblicazioni storiografiche che parlano di triangoli rosa e delle donne con il triangolo nero. Diverse sono le fonti ancora non raccolte ed utilizzate sulle quali riflettere collettivamente. Ecco una nuova frontiera verso al quale tendere nell’ambito delle comunità LBGT ma anche coralmente con tutti gli altri triangoli colorati che la storia ha discriminato.

 
DOPPIO APPUNTAMENTO SULL' OLOCAUSTO PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola P   
Venerdì 13 Gennaio 2012 15:31

Venerdi 20 gennaio ore 21, il primo appuntamento con la proiezione di Bent, il film di Sean

Mathias che narra dell'inizio delle persecuzione degli omosessuali nella Berlino nazista.
 

Venerdi 27 gennaio "Giornata della memoria" discussione e dibattito.

 
Ricordare il passato per combattere la violenza del presente.
Con questo motto, Politropia ha organizzato 2 incontri per “ricordare” una delle persecuzioni naziste a lungo nascoste:
i triangoli rosa. Nei lager nazisti ogni prigioniero indossava un triangolo colorato che ne
indicava “il crimine”: verde per i criminali comuni, rosso per i detenuti politici, marrone per gli
zingari, nero per gli asociali, rosa per gli omosessuali. E proprio gli omosessuali dovettero subire
una doppia persecuzione: all'interno dei lager venivano discriminati anche dagli altri detenuti e,
dopo la fine della guerra e la liberazione dal nazismo, i sopravvissuti dovettero tenere nascosta
la tragedia appena vissuta per paura di essere nuovamente incarcerati dato che il paragrafo
175, la legge tedesca che vietava rapporti omosessuali, rimase in vigore nella formulazione
nazista per altri 24 anni e, in forma più lieve, fino al 1979. È anche per questo che il triangolo
rosa divenne uno dei simboli del movimento di liberazione omosessuale che cominciò a
riformarsi dopo i noti fatti di Stonewall nel 1969. Dalla cancellazione del reato di omosessualità
la Germania ha fatti molti passi avanti e si è dotata di leggi che condannano l'omofobia e
riconoscono alcuni diritti civili a gay e lesbiche. In Italia, invece, la discriminazione e la violenza
generate dall'odio per le persone omosessuali sono meno gravi di quelle che avvengono per
caso, stante l'aggravante dei “futili motivi”. Gay e lesbiche non godono di alcun diritto e incitare
alla violenza e all'omicidio dei “pervertiti” è perfettamente lecito (vedi Borghezio “rinchiudere
gli omosessuali nei lager”, Prosperini “ammazzare i gay spaccandogli il cranio” ecc.).
Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Gennaio 2012 15:35
 
Congresso Provinciale Arcigay Politropia Rovigo PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola P   
Venerdì 13 Gennaio 2012 22:11

 Rovigo 13 gennaio 2012

 
Carissime e carissimi,
Politropia Arcigay di Rovigo ha raggiunto i suoi primi tre anni di attività ed attivismo glbt.
Tanto é stato fatto ma ancora molto c'è da fare. Rovigo è stata travolta da una vera e propria
ondata di novità dalla nascita di Politropia, coraggio e speranze sono state offerte alla città e questo grazie
sicuramente alla nostra presenza e volontà. Nel ringraziare tutti per il loro impegno e il contributo dato
all'associazione vi invito a partecipare al congresso provinciale per la nomina del nuovo direttivo, per dare
nuovo slancio all'associazione, una visibilità maggiore e nuove idee atti a esprimere al meglio gli obbiettivi
statutari assunti appunto tre anni or sono.
 
Con decisione unanime del direttivo é stata fissata la data del prossimo congresso.
----------------•------------------
Rovigo 05 gennaio 2012
 
A norma dell’art.12 dello Statuto del Comitato è convocato il
CONGRESSO ORDINARIO DI POLITROPIA COMITATO PROVINCIALE ARCIGAY di ROVIGO

il giorno 12 febbraio 2012, alle ore 11.00
e a norma dell’art. 11 in seconda convocazione il giorno
12 febbraio 2012, alle ore 13.30
 
presso la sede di Politropia Arcigay in via Mure San Giuseppe, 12 a Rovigo
 
con il seguente Ordine del Giorno:
Esame e approvazione bilancio consuntivo 2011/2012;
Esame e approvazione bilancio previsionale 2012/2013;
Definizione linee guida 2012/2013;
Esame eventuali mozioni di modifica allo Statuto
 
Elezione delle cariche di:
•Presidente
•Vicepresidente
•Consiglio direttivo
•Collegio dei revisori dei conti
•Approvare le linee generali del programma triennale di attività
 
Rovigo, 05 Gennaio 2012
Il Presidente
Adriano Romanelli
 
NOTE SULLA PARTECIPAZIONE:
Possono candidarsi alle cariche elettive e votare tutti i soci Arcigay iscritti prima della data
odierna e residenti nelle province di Rovigo nonché i residenti in altre province che abbiano
chiesto entro questa data di essere iscritti al Comitato di Rovigo.
Per l’accredito alla partecipazione e al voto è necessario essere muniti di documento d’identità
personale, tessera Arcigay ed essere in regola con il versamento della quota associativa
annuale.
Le operazioni di accredito ai lavori congressuali inizieranno all’orario di convocazione.
Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Gennaio 2012 22:15
 
Giornata del Dialogo tra Religioni e Omosessualità PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola Pizzamiglio   
Venerdì 13 Gennaio 2012 08:40

GLOCAL. Oggi 13 gennaio si celebra la Giornata mondiale per il dialogo tra religioni e omosessualità alla memoria di Alfredo Ormando* che, proprio il 13 gennaio 1998 il giovane intellettuale e poeta siciliano, si tolse la vita dandosi fuoco a Roma in piazza San Pietro, in segno di protesta contro l’omofobia delle gerarchie vaticane. Da allora, ogni anno Arcigay organizza a Roma una commemorazione alla memoria del sacrificio di Ormando.

 

È difficile affrontare il tema del dialogo tra religioni ed omosessualità in maniera generalizzata, senza tener conto, cioè, che la religione non è una sola, ne esistono svariate e molto diverse l’una dall’altra, ognuna portatrice di dogmi, valori, credenze ed insegnamenti differenti, compresa, appunto la sfera sessuale. In altre parole, serve contestualizzare. In Italia, il dibattito si concentra per lo più sul rapporto tra cattolicesimo ed omosessualità. Va subito detto come i due mondi non siano necessariamente in contrapposizione, nel senso che numerose persone sono al contempo cattoliche ed omosessuali. Ciò non toglie che, nei decenni, pregiudizi, ignoranze, paure, posizioni di chiusura e di rifiuto, da una parte e dall’altra, abbiano condotto a profonde incomprensioni, quando non a veri e propri scontri, tra Vaticano ed omosessuali. La giornata mondiale per il dialogo tra religioni ed omosessualità dovrebbe assumere, dunque, significati e contenuti diversi a seconda della religione, della zona geografica e della cultura di riferimento, favorendo reciproci atteggiamenti di apertura e confronto e nella consapevolezza che la discriminazione è contraria a qualsivoglia insegnamento divino.

 Alfredo Ormando, era nato a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, il 15 dicembre del 1958, da padre e madre analfabeti, operai di origini contadine, in una famiglia di otto figli, in condizioni economiche assai modeste se non disagiate. Orfano di padre, nella sua irrequieta fanciullezza e adolescenza non ha mai seguito studi regolari. Rinchiuso, ancora minorenne, in un centro di rieducazione, consegue la licenza media a vent´anni come privatista, la maturità magistrale nel 1993 all´età di 35 anni. Frattanto sperimenta la precarietà e la disoccupazione, trovandosi più volte disperatamente in mezzo ad una strada. Trascorre due anni in seminario, in preda a una crisi mistica, esperienza dopo la quale matura una diversa concezione del mondo. Coltiva, però, la passione per la scrittura. Che ben presto si trasforma nell’obiettivo della sua esistenza: rendere tramite i suoi scritti emozioni e contraddizioni di tutto ciò che lo circonda.

da www.lazionauta.it

 
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