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Scritto da adriano
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Venerdì 11 Febbraio 2011 14:20 |
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COMUNICATO STAMPA: BRESCIA DISCRIMINA
Brescia discrimina “con amore”? L’assessore Margaroli vuole escludere le coppie gay e lesbiche dai festeggiamenti per la festa degli innamorati?
Arcigay risponde con il boicottaggio delle iniziative di “Brescia con amore”.
Nel presentare il ciclo di iniziative “Brescia con amore”, tre giorni per festeggiare la festa degli innamorati, l’assessore Margaroli ci ha tenuto a escludere le coppie gay e lesbiche dagli sconti dedicati alle coppie di innamorati.
Riferendosi allo sconto per le coppie all’ingresso alla mostra su Matisse, il solerte assessore ha chiarito "Essendo la festa degli innamorati, con coppia si intende in senso tradizionale: uomo, donna".
Da un lato l’affermazione fa sorridere: non compete certo a un assessore la definizione di coppia, pertanto le coppie lesbiche e gay continueranno a festeggiare il proprio amore.
Al contempo è però molto spiacevole constatare che un amministratore faccia il contrario di quello che sarebbe normale aspettarsi, cioè che si impegni per far sentire tutti i cittadini e le cittadine parte della comunità sociale e che promuova iniziative per invitare la cittadinanza, non per escluderla.
Ancor più triste è vedere perpetrata una discriminazione proprio in nome dell’amore, vedere usata la più grande forza che avvicina le persone come elemento di divisione, come muro.
Di fronte a un’affermazione tanto sgradevole e lontana dalla realtà, non ci resta che una risposta.
Non parteciperemo ad una festa a cui non siamo invitati. Invitiamo pertanto tutte le persone gay e lesbiche e tutte le cittadine e i cittadini a disertare le iniziative di “Brescia con Amore”.
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Scritto da adriano
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Martedì 08 Febbraio 2011 14:01 |
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Le donne e gli uomini di Arcigay sottoscrivono l'appello "Se non ora quando" e aderiscono alla giornata di mobilitazione delle donne italiane organizzata per domenica 13 febbraio prossimo.
Con l'adesione, Arcigay vuole affermare con forza il valore del rispetto e
dell'autodeterminazione della donna e rivendicare la piena parità dei generi maschile, femminile, transessuale e transgender.
Arcigay vuole altresì denunciare la discriminazione, gli stereotipi macisti, la violenza e l'esclusione che vittimizzano le donne e le transessuali italiane.
Proprio per questo, il 13 febbraio, diversi comitati dell'Associazione parteciperanno alle iniziative organizzate su tutto il territorio nazionale.
Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay
Daniela Tomasino, Daiana Leporatti, Maura Chiulli, Rebecca Zini - Rete politiche di genere Arcigay
APPELLO ALLA MOBILITAZIONE DELLE DONNE ITALIANE DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011
Se non ora, quando?
In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Novembre 2011 21:37 |
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Scritto da adriano
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Giovedì 27 Gennaio 2011 07:31 |
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COMUNICATO STAMPA: “27 GENNAIO GIORNATA DELLA MEMORIA”
La "Giornata della Memoria" è stata istituita dal Parlamento Italiano nel 2000 per ricordare le
vittime delle persecuzioni fasciste e naziste degli ebrei, degli oppositori politici, di gruppi
etnici, religiosi e anche omosessuali dichiarati da Hitler indegni di vivere.
Noi omosessuali siamo stati una piccola minoranza di perseguitati ma non per questo
dobbiamo dimenticare le malvagità messe in atto da coloro che si definirono “la razza
superiore”.
Gli omosessuali, tra i primi ad essere internati nei campi di concentramento furono costretti
ad indossare un bracciale giallo con una "A" al centro ("Arschficker", sodomita).
Successivamente venne adottato un triangolo rosa cucito all'altezza del petto.
In occasione di questa giornata POLITROPIA A.R.C.I.GAY ROVIGO continua il suo lavoro di
promozione sociale e di civismo con un banchetto sabato mattina al mercato della
Commenda per la distribuzione di documentazione a riguardo e con una corona di fiori rosa
a forma di triangolo che andremmo successivamente a deporre nel pomeriggio nel luogo
commemorativo.
Adriano Romanelli
Presidente
A.R.C.I.GAY Politropia Rovigo
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Scritto da adriano
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Mercoledì 12 Gennaio 2011 07:37 |
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GAY: A PAVIA VESCOVO E ASSOCIAZIONI APRONO UN DIALOGO
Alla vigilia del 13 gennaio, giornata che le associazioni per i diritti degli omosessuali dedicano al dialogo fra religioni e omosessualita', l'Arcigay di Pavia ha scritto al vescovo della citta'
Roma - Alla vigilia del 13 gennaio, giornata che le associazioni per i diritti degli omosessuali dedicano al dialogo fra religioni e omosessualita', l'Arcigay di Pavia ha scritto al vescovo della citta' lombarda, mons. Giovanni Giudici, chiedendogli di aprire un dialogo e di mettere in agenda un incontro per ''dissipare le diffidenze e le incomprensioni'' tra Chiesa e mondo omosessuale. Positiva, anche se cauta, la risposta della Curia pavese e di mons. Giudici, che in una nota rilanciata dall'ASCA si dice disponibile, ''purche' questo confronto non avvenga sotto i riflettori''.
Eduardo Polizzi e Barbara Bassani, rispettivamente presidente e vicepresidente di Arcigay Pavia, hanno inviato al vescovo di Pavia una lettera aperta, pubblicata lo scorso 10 gennaio sulla Provincia Pavese. ''Ci appelliamo a voi - si legge nel testo - consapevoli delle differenze che ci dividono, per promuovere una riflessione su una questione fondamentale, e che potrebbe veder nascere un proficuo dialogo fra differenti visioni e permettere un confronto in grado di individuare un terreno di impegno comune, finalizzato al rispetto della dignita' umana''.
L'arcigay di Pavia cita la posizione del Vaticano ''fortemente contraria'' alla proposta promossa all'Onu da Francia e Olanda per una depenalizzazione internazionale per il reato di omosessualita', e sottoscritta da tutta l'Unione europea e da molti altri Stati.
Nel mondo, ''in 7 Paesi per l'omosessualita' e' prevista la pena di morte, e per ben 80 Paesi essere gay o trans e' un reato punito con l'arresto o la detenzione arbitraria, trattamenti crudeli, inumani e degradanti''. ''Ci preme anche sottolineare - proseguono Polizzi e Bassani - come la visione 'patologica' della condizione omosessuale, che in questi anni viene diffusa in Italia da molti ambienti soprattutto cattolici, sia del tutto contraria alla verita' e alla tutela della dignita' umana.
Considerare gli omosessuali come persone malate, proporre teorie 'riparative', millantare miracolistiche guarigioni, oltre che diffondere teorie contrarie e condannate dalla scienza, sono atti che contribuiscono a perpetuare una discriminazione sociale in grado di generare sofferenza ed emarginazione''.
Di qui la richiesta di una ''presa di posizione'' di mons. Giudici su questi temi, ''utile a dissipare le diffidenze e le incomprensioni, consapevoli che solo dal superamento di steccati di natura ideologica sia possibile costruire una Societa' realmente piu' giusta, libera e rispettosa'', e la proposta di ''un incontro, utile ad aprire un dialogo fra posizioni ora lontane''.
Nella sua risposta, mons. Giudici non nasconde l'irritazione per la ''maniera irrituale'' in cui e' arrivato l'invito 'a mezzo stampa'. Tuttavia, prosegue il vescovo, ''in merito alla richiesta di dialogo formulata dall'associazione non esistono obiezioni, purche' questo confronto non avvenga sotto i riflettori ma venga utilizzato come occasione per comprendere meglio le problematiche umane che riguardano questo tema''. Mons. Giudici si augura infatti ''che non ci siano discriminazioni ed e' anche disponibile, lui stesso con tutta la comunita' cristiana, ad una lettura piu' attenta del problema''. |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Novembre 2011 21:38 |
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Ogni Giovedì - FERRARA - Via Podgora, 18 - Vicinissimo al parcheggio ex M.O.F.

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Sabato 13 Novembre 2010 14:56 |
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CONTRO NATURA
Cerco di dirlo così come mi viene, mi scusino eventuali pignoli o suscettibili. Leggere sulle prime pagine le parole "contro natura", pronunciate dal papa [Benedetto XVI] a proposito delle unioni omosessuali, mi fa rivoltare le viscere. La natura umana è così complicata e ricca (essendo biologica, psicologica, culturale, sociale) che estrarne un pezzo e appenderlo al lampione del Giudizio Divino equivale ad amputarla. L'omosessualità è sempre esistita ed esisterà sempre, consiste di amore e di vizio, di eros e di moda, di piacere e di colpa, di profondità e di futilità, tanto quanto le altre pulsioni dell'animo e del corpo.
Si può diffidarne, si può criticarla, ma solo una violenta e impaurita torsione dello sguardo sulle persone, sulla vita, sull'eros, può arrivare addirittura a scacciare l'amore omosessuale dalla "natura umana".
Leggendo quei titoli ho pensato ai miei amici omosessuali, ad alcune storie di sofferenza e di punizione, all'orribile marchio di "anormale" che qualcuno di loro ha dovuto leggere negli occhi e nelle parole degli altri, e mi sono profondamente vergognato per quel "contro natura". Possibile che i preti omosessuali, notoriamente molti, non abbiano niente da dire a questa Chiesa spietata?
(Michele Serra)
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Scritto da Andrea Administrator
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Venerdì 05 Novembre 2010 14:16 |
COMUNICATO STAMPA : STOP ALLE BATTUTE DI CATTIVO GUSTO DI BERLUSCONI
Ci sono battute belle e battute brutte. Questa di Berlusconi é bruttissima.
Disprezzante nei confronti degli omosessuali e strumentale nei confronti delle ragazze. Le quali, sempre più spesso, sono viste come donna oggetto e non donna persona. Mentre le parole del Premier stanno facendo il giro del mondo molti giovani omosessuali si stanno domandando il perché della propria omosessualità, mettendo il giovane ad una durissima prova della vita ed in alcuni casi esso si spinge verso i confini tra la vita e la morte! Cosa che questa società ancora non comprende! I continui atteggiamenti disprezzanti nei confronti degli omosessuali sta ad indicare il livello insufficiente di maturità che il nostro paese sta attraversando. In tema di battute quindi dire che ad una certa età mi sembra giusto che arrivi il momento per il ritiro di patente di chi sta alla guida di questo governo.
La mobilitazione di Arcigay http://www.arcigay.it/arcigay-decine-iniziative-protesta-tutta-italia vuole essere, come ha sostenuto il presidente nazionale dell'associazione Paolo Patanè: "una risposta alle dichiarazioni omofobe e volgari di Silvio Berlusconi, che non possono essere ridimensionate qualificandole come una battuta, perché nella loro gravità , definiscono il senso di un disprezzo nei confronti delle donne e delle persone omosessuali e manifestano un profondo retaggio machista , carico di pregiudizi, ed inaccettabile in chiunque ma ancor più nel Capo del Governo di un Paese civile come l’Italia".
Banchetto di Protesta!
Anche Politropia si unisce al coro di sdegno che in tutta Italia sta crescendo contro il Premier Berlusconi e organizza
SABATO 6 NOVEMBRE
un BANCHETTO di PROTESTA,
informazione e contrasto all'omofobia
in testa al MERCATO della commenda all'incrocio con viale Gramsci! |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Novembre 2010 14:22 |
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Martedì 02 Novembre 2010 00:00 |
35 ANNI FA LA MORTE DI PASOLINI

Esattamente 35 anni fa, intorno alle 6.30 della mattina del 2 Novembre 1975, sulla spiaggia dell’ Idroscalo di Ostia, vicino Roma, una donna trovò il corpo martoriato riverso a terra di Pier Paolo Pasolini, poeta, scrittore, giornalista e cineasta italiano, uno tra gli artisti più poliedrici e sensibili del XX secolo.
Una fine prematura e violenta la sua: dapprima colpito con ripetute bastonate, fu poi investito con la sua stessa macchina, finché il suo corpo non venne ridotto a “un grumo di sangue”.
Dell’omicidio si autoaccusò subito l’allora diciassettenne “ragazzo di vita” Pino Pelosi, che dichiarò di aver esageratamente reagito ad un esplicito e non gradito approccio sessuale del poeta, mentre si trovavano in macchina dopo aver trascorso una piacevole e tranquilla serata a cena in una trattoria.
Nonostante le dichiarazioni del giovane, il caso si mostrò da subito meno facile del previsto, e durante il processo apparvero chiare incongruenze, dimenticanze e contraddizioni fortemente stridenti con alcuni elementi e circostanze emerse dalle indagini; quando nel Maggio del 2005, a distanza di 30 anni dai fatti, Pelosi ritrattò la versione precedentemente rilasciata e sempre ribadita, dichiarando di non aver agito da solo ma con la complicità di tre persone, il mistero ha inevitabilmente finito per infittirsi tanto da diventare uno dei casi di cronaca italiana più inquietanti e oscuri del ’900.
Ma escudendo il movente sessuale, chi e perché poteva volere la morte di Pasolini?
L’ artista era indubbiamente un personaggio scomodo dal punto di vista politico, polemico ad oltranza, sempre in prima linea contro le ingiustizie e fiero oppositore di quelle regole sociali che non condivideva, ma può bastare questo a decretare la condanna di un uomo, per quanto inviso o pericoloso o fuori dagli schemi?
Sono in tanti a ritenere che la morte di Pasolini celi in realtà risvolti più ampi e scenari più inquietanti di quanto sia stato detto e lasciato trapelare, ma si è ancora lontani dalla verità;
qualcuno sostiene l’esistenza di un legame non meglio chiarito tra il poeta e l’ ENI, nel senso di una ricerca intrapresa sul grande ente italiano che avrebbe potuto condurlo a scoperte clamorose, ma anche troppo rischiose.
A seguito delle esternazioni di Pelosi, il caso Pasolini è stato recentemente riaperto e forse ulteriori accertamenti e opportune, anche se tardive ricerche, riusciranno finalmente a gettare nuova luce sulla dinamica degli eventi che condussero alla tragica scomparsa di un intellettuale scomodo e coraggioso.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Novembre 2010 11:22 |
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COMUNICATO STAMPA : IL VIA ALLA DENUNCIA
Ieri pomeriggio verso le 14 mi sono recato presso il comando dei carabinieri per sporgere la denuncia e dare il via ufficiale alle indagini del fatto accaduto venerdì notte! Ho raccontato nei minimi dettagli la vicende. Sono fiducioso in un buon risultato da parte delle forze dell'ordine e colgo l'occasione di un ringraziamento per la disponibilità e per l'impegno che ci stanno mettendo. Sul fronte associativo stiamo valutando la possibilità di organizzare un'iniziativa per criminalizzare queste azioni. Ringrazio tutti coloro i quali con tramite sms, facebook, mail, lettere e telefonate hanno espresso la piena solidarietà a me e in particolare a tutta l'associazione.Un grazie particolare al consigliere regionale Graziano Azzalin, all'assessora Giovanna Pineda e al Presidente nazionale di Arcigay Paolo Patané.
Adriano Romanelli - Presidente Politropia Arcigay Rovigo. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Ottobre 2010 17:13 |
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